Liberi dalle catene

Verso il divieto di cani a catena

Il cane è un animale sociale naturalmente predisposto alla vita in famiglia, al contatto e all’interazione con le persone, e cerca in loro un punto di riferimento. Legare un cane alla catena vuol dire non rispettare le sue caratteristiche etologiche, indurgli sofferenze e privarlo della sua libertà. Per questo vogliamo cambiare il destino di tutti quei cani, presenti sul territorio italiano, costretti a subire quest’ingiustizia..

Attraverso le nostre attività di recupero comportamentale, lavoriamo insieme ai cani che hanno condotto una vita alla catena affinché riacquistino fiducia nei confronti dell’uomo e accrescano il loro livello di socializzazione, aumentando le possibilità di una futura adozione. Un vantaggio, non solo per gli animali coinvolti, ma anche per le amministrazioni comunali proprietarie dei cani senza famiglia che si troverebbero altrimenti costrette a utilizzare fondi pubblici per il loro mantenimento in canile.

Prima e dopo

Le storie dei cani provenienti da vite a catena oggi ospiti di Valle Grande

Beethoven
Adottato da cucciolo, Beethoven è stato tradito due volte: dal ragazzo che l’ha adottato e poi abbandonato per trasferirsi in un’altra città, e dal signore che si è offerto di accoglierlo per poi tenerlo legato a una catena, privandolo di acqua e cibo e di un riparo sicuro. I maltrattamenti subiti ne hanno compromesso corpo e carattere, è stato quindi affidato a un team specializzato affinché potesse essergli garantito un percorso di recupero comportamentale. Grazie al nostro educatore cinofilo Luca di Luca, Beethoven sta superando il suo doloroso passato.
Dokho
Dokho è cresciuto dentro al collare che gli hanno stretto al collo quando era ancora un cucciolo e che gli ha provocato una profonda ferita. Abbandonato dal suo proprietario, è stato trovato mentre vagava da solo, con una lesione riconducibile all’estrazione del microchip, probabilmente a opera del padrone che non voleva si risalisse a lui. Dokho ha prontamente ricevuto le cure di cui aveva bisogno, ed è stato avviato per lui un percorso che lo ha condotto, finalmente, a trovare una famiglia che cambiasse il suo destino e gli donasse una seconda opportunità.
Giggio
Giggio è un cane che si è salvato da solo, riuscendo a spezzare la catena alla quale era detenuto, e imbattendosi, per caso o per fortuna, nel canile rifugio di Valle Grande. Sprovvisto di microchip, e senza che nessuno lo venisse a cercare, Giggio è stato accolto dalla struttura che attualmente lo ospita, ed è stato assegnato a un team di educatori cinofili che stanno lavorando affinché possa superare i traumi subiti e aumentare le sue possibilità di adozione.
Ron
Ron è stato salvato a seguito delle segnalazione di una volontaria, che lo ha notato tenuto a una catena in un campo. Costretto a fare la guardia per tutta la sua vita, e abituato a percepire gli esseri umani come una minaccia da cui difendersi, si è subito mostrato diffidente nei confronti delle persone. Coinvolto in un percorso di recupero comportamentale, Ron è riuscito a lasciarsi alle spalle il dolore subito e ora, grazie a una famiglia che si prende finalmente cura di lui, ha cominciato una nuova vita.
Ringhio
Le immagini di Ringhio parlano da sole e raccontano di un “prima” in cui era costretto a una catena tanto stretta da lesionare la sua pelle in modo profondo, da chissà quanto tempo, e di un “dopo”: il salvataggio a opera del Nucleo di Guardie Zoofile di Cerveteri, il trasferimento in un rifugio accogliente e il percorso di recupero psico-fisico impostato da un team di professionisti, con lo scopo di accompagnare Ringhio in un cammino di rinascita e accrescere le sue possibilità di trovare una famiglia.

#liberidallecatene

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