L’azione della Fondazione Cave Canem nei canili allarga i propri confini
Il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana permette di consolidare un metodo replicabile e di portare competenze e supporto anche in territori caratterizzati da criticità sistemiche.
Un modello funziona davvero quando riesce ad adattarsi ai territori senza perdere i propri principi.
Il contributo dell’Unione Buddhista Italiana attraverso i fondi Otto per Mille ha consentito a Fondazione Cave Canem di consolidare il modello di co-progettazione sviluppato con Nessuno Escluso ora nuovamente denominato SOS Canili e di rafforzarne progressivamente la capacità di intervento.
Accanto ai territori inizialmente interessati – Roma, Nettuno, Napoli, Modena, Mirandola e Magreta – l’azione ha raggiunto ulteriori contesti del Centro-Sud, con particolare attenzione all’Abruzzo e, laddove necessario, alla Puglia.
L’obiettivo è rimasto lo stesso: intervenire laddove la permanenza prolungata in canile e gli ostacoli alle adozioni rischiano di compromettere il benessere degli animali.
Il sostegno UBI ha quindi contribuito non soltanto alle singole attività, ma al consolidamento di un metodo replicabile: valutazione, recupero comportamentale, formazione, affiancamento e accompagnamento verso l’adozione possono essere trasferiti e adattati a contesti differenti.
L’estensione territoriale diventa così un indicatore della capacità del progetto di produrre valore oltre il singolo luogo di intervento.
Rafforzare i territori significa costruire un sistema nel quale sempre più canili possano diventare luoghi di cura, recupero e transito verso una nuova vita.