In Abruzzo, siamo dentro il cambiamento. E non ce ne andremo.

In Abruzzo, siamo dentro il cambiamento. E non ce ne andremo. 

Da quattro mesi lavoriamo silenziosamente all’interno del canile rifugio di Sante Marie, in Abruzzo. 
Non con proclami. 
Non da lontano. 
Ma tra i box, settimana dopo settimana. 

Siamo qui perché ci è stato chiesto aiuto. 
E quando gli animali hanno bisogno, noi scegliamo sempre di esserci. 

Il team di Fondazione Cave Canem oggi lavora fianco a fianco con lo staff del gestore del canile, con i volontari e le volontarie dell’associazione Animali Insieme, per costruire qualcosa che troppo spesso sembra impossibile: un cambiamento reale. 

Un cambiamento che parte dagli animali, ma che riguarda tutti. 

Perché il problema dei canili lager non si risolve semplicemente chiudendo cancelli o spostando cani da una struttura all’altra. 
Serve una visione. 
Serve il coraggio di restare e trasformare i luoghi della sopravvivenza in luoghi di vita. 

È quello che stiamo facendo. 

Mentre i nostri colleghi e le nostre colleghe lavorano sul campo accanto ai circa 200 cani ospitati nella struttura, il nostro dipartimento legale e il team impegnato in azione di advocacy stanno portando avanti un confronto costante con amministrazioni comunali, ASL e — presto — anche con la Regione. 

Abbiamo proposto collaborazione. 
Abbiamo proposto strumenti. 
Abbiamo proposto competenze. 

Perché a volte il cambiamento non manca di possibilità. 
Manca di strumenti condivisi, di visione, della capacità di mettersi davvero nei panni degli altri, animali compresi. 

Ed è proprio con questo intento che Fondazione Cave Canem lavora da oltre sette anni. 

Portiamo avanti un piano concreto di efficientamento dei canili rifugio, costruendo modelli sostenibili che mettano al centro il benessere animale, la professionalizzazione degli operatori e l’aumento delle adozioni. 

Siamo ente promotore, finanziatore e attuatore del progetto SOS Canili, operativo in Italia e in Europa, nato per trasformare i canili in luoghi di passaggio verso una nuova vita. 

Perché un canile non dovrebbe essere una condanna. 
Dovrebbe essere un porto sicuro da cui riprendere il largo. 

Oggi tutta la nostra attenzione è concentrata sui 200 cani del canile di Sante Marie. 
E a loro non abbiamo fatto una promessa. 

Abbiamo fatto un giuramento. 

Non li lasceremo fino a quando non avremo la certezza che siano al sicuro. 
Fino a quando l’idea di canile in cui crediamo – dignitoso, luogo di competenze, aperto al territorio e orientato alla vita – non sarà realtà anche lì. 

Il lavoro da fare è ancora enorme. 
Ma noi abbiamo scelto da che parte stare. 

E per continuare a farlo abbiamo bisogno di te. 

COME PUOI AIUTARCI

Aiutaci a gestire l’emergenza qui e ora e a costruire il rifugio accogliente che questi cani meritano.

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