Il TAR Lazio sospende il trasferimento dei cani del Comune di Marino: una prima vittoria per Arturo, Doddy e gli altri

Con decreto pubblicato il 29 luglio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis) ha accolto, in via monocratica e cautelare, il ricorso presentato dalla Fondazione Cave Canem ETS contro il Comune di Marino, sospendendo il trasferimento di 17 cani di proprietà comunale dal Canile Rifugio Valle Grande, dove sono attualmente ospitati, alla struttura Pensione per Cani Alba Dog S.r.l. 

I fatti e il ricorso della Fondazione 

Con determinazione dirigenziale n. 899 del 13 luglio 2026, il Comune di Marino aveva disposto l’affidamento diretto, ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b) del d.lgs. n. 36/2023, del servizio di ricovero, custodia, assistenza sanitaria e mantenimento “ad vitam” dei propri cani randagi alla società Alba Dog, con contestuale trasferimento degli animali a partire dal 1° agosto 2026. 

Venuta a conoscenza del provvedimento solo il 14 luglio, la Fondazione ha presentato istanza di accesso agli atti e di autotutela, evidenziando l’assenza di qualsiasi valutazione circa il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore, la mancanza di una progettazione adeguata del servizio e l’assenza di verifiche sull’idoneità della struttura individuata. Il Comune ha riscontrato l’istanza il 22 luglio, confermando l’affidamento e il trasferimento e negando di fatto l’accesso ai documenti richiesti. 

Di fronte alla conferma dell’imminente trasferimento, il dipartimento legale della Fondazione ha depositato ricorso al TAR Lazio, con richiesta di misure cautelari anche monocratiche ex art. 56 c.p.a. 

Il decreto del TAR e la sospensione del trasferimento 

Riconosciuta la sussistenza dei presupposti di estrema gravità e urgenza, il Presidente della Sezione ha accolto l’istanza cautelare monocratica, disponendo la sospensione del trasferimento degli animali e onerando il Comune di Marino al deposito di tutta la documentazione relativa all’affidamento. La causa è stata fissata per la trattazione collegiale alla camera di consiglio del 3 settembre 2026. 

Una questione di metodo, non di contrapposizione 

La Fondazione Cave Canem tiene a precisare che la propria azione non nasce da una contrapposizione tra il canile attuale e quello di destinazione, ma dalla necessità di richiamare le amministrazioni pubbliche al rispetto della ratio di collaborazione tra enti pubblici e Terzo Settore indicata anche dall’ANAC nella delibera n. 527 del 17 dicembre 2025, che invita i Comuni a valutare con attenzione gli strumenti di co-programmazione e co-progettazione prima di procedere con affidamenti diretti nella gestione dei canili rifugio. 

Attraverso il progetto SOS Canili, la Fondazione Cave Canem finanzia stabilmente, anche per i cani di proprietà del Comune di Marino, programmi di recupero comportamentale, di formazione e coordinamento dei volontari e di assistenza legale, compresa quella relativa ai cani sotto sequestro giudiziario, con fondi già stanziati per il 2026 e il 2027. Un impegno che la Fondazione intende proseguire indipendentemente dall’esito del contenzioso, a tutela del benessere degli animali coinvolti. 

Il nodo della qualità del servizio 

La Fondazione richiama inoltre l’attenzione sull’importo posto a base dell’affidamento, pari a 5 euro al giorno per cane oltre IVA: una tariffa uniforme, priva di una progettazione e programmazione adeguata, che solleva interrogativi sulla concreta possibilità di garantire prestazioni quali l’assistenza medico-veterinaria ordinaria e specialistica, l’alimentazione, un ricovero adeguato e percorsi di recupero comportamentale e socializzazione. Non è un caso che, anche presso l’attuale struttura, gran parte di questi costi sia oggi sostenuta direttamente dalla Fondazione Cave Canem, attraverso programmi definiti e attuati con il coinvolgimento di dieci associazioni di volontariato animalista, impegnate anche nella gestione delle adozioni. 

Cosa cambia adesso 

Fino alla camera di consiglio del 3 settembre 2026, i cani di proprietà del Comune di Marino rimarranno presso il Canile Rifugio Valle Grande, dove potranno proseguire i percorsi di recupero comportamentale, socializzazione e preparazione all’adozione avviati e seguiti dagli educatori cinofili della Fondazione e dalle associazioni di volontariato che operano nella struttura. 

La Fondazione Cave Canem continuerà a seguire la vicenda in tutte le sedi opportune, a tutela del benessere degli animali coinvolti e della continuità dei percorsi già avviati. 

Ringraziamo anche le associazioni di volontariato che operano quotidianamente nella struttura, impegnate nella cura, nel supporto costante e nella ricerca di un’adozione per i cani del comune di Marino e per tutti gli altri cani ospiti. 

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