Nessuno Escluso: il canile come porto sicuro da cui riprendere il largo verso una nuova vita

Con il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana, Fondazione Cave Canem rafforza un modello di intervento che mette al centro il benessere, il recupero e il futuro dei cani senza famiglia.

Un canile rifugio può essere un luogo di attesa. Oppure può diventare il punto dal quale ricominciare.

È da questa convinzione che nasce Nessuno Escluso, il progetto di Fondazione Cave Canem sostenuto dall’Unione Buddhista Italiana attraverso i fondi Otto per Mille.

Il progetto parte soprattutto dai cani che più facilmente rischiano di diventare invisibili: quelli considerati difficili, problematici, aggressivi, fobici o addirittura “irrecuperabili”. Animali per i quali la permanenza in canile rischia di trasformarsi in una condizione definitiva.

Nessuno Escluso ribalta questa prospettiva: ogni cane è un individuo senziente, con bisogni, emozioni e fragilità specifiche, e deve poter beneficiare di servizi capaci di tutelarne realmente il benessere psicofisico.

Per questo il progetto interviene contemporaneamente su più livelli: valutazione e recupero comportamentale, assistenza veterinaria, formazione di operatori e volontari, accompagnamento alle adozioni e supporto alle strutture.

L’obiettivo è costruire un modello diverso di canile rifugio: un porto sicuro dal quale poter riprendere il largo verso una nuova vita, non un luogo di detenzione a tempo indeterminato.

Scopri di più sul progetto Nessuno Escluso

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