I combattimenti tra cani sono al centro di un articolo pubblicato su “Sicurezza e Giustizia”, realizzato grazie alla borsa di studio e ricerca del progetto IO NON COMBATTO

È stato pubblicato sulla rivista Sicurezza e Giustizia l’articolo “Il profilo psicologico-comportamentale del dogfighter: dalla prospettiva giuridica agli aspetti criminologici del combattimento tra cani”, un contributo di analisi che affronta in modo approfondito il fenomeno dei combattimenti tra cani, ancora oggi diffuso e spesso connesso alla criminalità organizzata .

Lo studio, realizzato nell’ambito di un incarico di studio e ricerca promosso dal progetto Io non combatto, sviluppato da Humane Society International/Europe in collaborazione con la Fondazione Cave Canem, propone una lettura articolata del fenomeno, partendo dalle sue origini storiche e dalla diffusione attuale, per poi concentrarsi sull’inquadramento giuridico, con un focus specifico sull’ordinamento italiano, e sugli aspetti psicologici e criminologici dei soggetti coinvolti nei combattimenti tra animali.

Particolare rilievo è dato all’analisi del profilo psicologico-comportamentale del dogfighter, esaminato anche alla luce del legame tra maltrattamento animale, pericolosità sociale e criminalità organizzata. L’articolo approfondisce inoltre il concetto di zoomafia e il ruolo delle organizzazioni criminali nello sfruttamento degli animali, evidenziando come i combattimenti tra cani rappresentino non solo una grave forma di violenza, ma anche una fonte di profitto illecito .

Il lavoro è il risultato di un percorso di ricerca che ha visto il coinvolgimento di due giovani studentesse romane, destinatarie dell’incarico di studio, accompagnate in un’esperienza formativa di alto profilo. Fondamentale, in questo contesto, è stato il ruolo della Presidente della Fondazione Cave Canem, Avvocato Federica Faiella, che ha svolto la funzione di tutor e supervisore scientifico, seguendo le studentesse nella definizione dell’impianto metodologico, nell’analisi normativa e nella finalizzazione dell’elaborato .

Grazie alla supervisione dell’Avv. Faiella, l’articolo si inserisce pienamente nella visione della Fondazione Cave Canem, che promuove un approccio integrato al contrasto dei reati contro gli animali, fondato non solo sulla repressione penale, ma anche sulla prevenzione, sulla conoscenza e sulla formazione, inclusa la riflessione sul tema della rieducazione dei responsabili di tali reati come strumento di tutela della società nel lungo periodo.

La pubblicazione su Sicurezza e Giustizia rappresenta un importante riconoscimento del valore scientifico del lavoro svolto e rafforza il ruolo della Fondazione Cave Canem come soggetto attivo nella produzione di ricerca, nella valorizzazione dei giovani e nella costruzione di partnership con organizzazioni internazionali impegnate nella tutela degli animali, come Humane Society International.

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