Fondazione Cave Canem al Senato: Federica Faiella racconta il valore concreto della gentilezza

La Fondazione Cave Canem ha partecipato all’incontro istituzionale “La forza della gentilezza: un valore civico per il futuro del Paese”, tenutosi mercoledì 4 marzo 2026 presso la Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama, al Senato della Repubblica.

L’iniziativa è stata promossa dal Senatore Antonio Salvatore Trevisi, Membro della VI Commissione Finanze e Tesoro, con l’obiettivo di riflettere sul valore della gentilezza come elemento fondante della convivenza civile e dello sviluppo sociale.

Tra i relatori è intervenuta l’avvocato Federica Faiella, Presidente della Fondazione Cave Canem, che ha portato l’esperienza della Fondazione nel promuovere percorsi di prevenzione del disagio sociale attraverso progetti innovativi che mettono al centro animali, giovani e lavoro.

I partecipanti all’evento

Dopo i saluti istituzionali del Sen. Antonio Salvatore Trevisi, sono intervenuti:

  • Simona Renata Baldassarre, Assessora della Regione Lazio alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia
  • Luca Fratini, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
  • Giorgia Patrignani, Consulente D.Lgs. 81/08 Gruppo Gi.Va.
  • Elisa Caponetti, Psicologa giuridica forense, Criminologa Psicoterapeuta
  • Luca Massaccesi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e Disagio Giovanile
  • Federica Faiella, Presidente Fondazione Cave Canem
  • Tonio Vangeli, Direttore Comunicazione Chateau d’Ax New Form

L’incontro è stato moderato da Claudio David, conduttore e autore del libro “L’eco della gentilezza”.

Nel corso della conferenza è stato inoltre proiettato il video “Una Galassia di gentilezza”, ideato da Claudio David e Gabriella Costanza, in collaborazione con i gruppi della Galassia dell’Antoniano.

La domanda del moderatore: la gentilezza è davvero un valore “morbido”?

Durante il dibattito, il moderatore Claudio David ha rivolto una domanda alla Presidente della Fondazione Cave Canem:

la gentilezza è davvero un valore “morbido”?

Nel suo intervento, Federica Faiella ha sottolineato come la gentilezza sia in realtà un valore imprescindibile e profondamente concreto, soprattutto quando si tratta di accompagnare i giovani nel percorso che li porterà a diventare gli adulti di domani.

La gentilezza significa infatti:

  • imparare a fuggire qualsiasi forma di sopruso e violenza
  • mettersi nei panni dell’altro
  • sviluppare una responsabilità concreta verso la tutela dei più deboli, siano essi persone o animali.

Gentilezza ed emancipazione: il ruolo del lavoro

La Presidente ha spiegato come il valore della gentilezza trovi una declinazione concreta nei modelli di coprogettazione della Fondazione Cave Canem, dove cammina sempre insieme a un obiettivo fondamentale: l’emancipazione dei giovani attraverso il lavoro.

Solo attraverso percorsi di autonomia e opportunità professionali, infatti, i ragazzi possono comprendere che la propria libertà dipende anche dalla libertà degli altri, superando logiche di prevaricazione, violenza e sopraffazione.

I partner del progetto

I percorsi sviluppati dalla Fondazione Cave Canem sono il risultato di una coprogettazione avviata da oltre tre anni con partner di grande valore sociale.

Tra questi:

Fondazione Azimut, impegnata nella prevenzione e nel contrasto alla povertà non come assistenzialismo ma come inclusione concreta nel mondo del lavoro, grazie alla visione del Presidente Marco Lori e all’impegno di Lidia Lommi, membro del Consiglio di Amministrazione, insieme ai dipendenti e collaboratori del Gruppo Azimut che partecipano volontariamente alla supervisione e al monitoraggio dei progetti.

Accanto a loro, la Petrone Group Holding, guidata da Raffaele Petrone, Presidente del CDA, che ha mostrato sin da subito una particolare sensibilità verso il tema della tutela degli animali e della necessità di offrire nuove opportunità alle giovani generazioni.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla Fondazione Foqus – Fondazione Quartieri Spagnoli, dove la Presidente Rachele Furfaro, insieme al Direttore Generale Renato Quaglia, porta avanti da oltre dieci anni un efficace modello di rigenerazione urbana dei Quartieri Spagnoli di Napoli, diventato un punto di riferimento nazionale e una fonte di ispirazione per il team della Fondazione Cave Canem.

A rendere possibile il progetto Animal Being è stato anche il prezioso contributo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in particolare del corso di Fashion Design, del corso di accessori della moda e del corso di grafica della moda, grazie all’impegno delle docenti prof.ssa Maddalena Marciano, prof.ssa Angelina Terzo, prof.ssa Roberta Gaeta e prof.ssa Enrica D’Aguanno, docente di graphic design e coordinatrice della Scuola di Design della comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. 

Fondamentale è stato inoltre il contributo del fotografo di moda Tom Rever, che ha realizzato lo shooting fotografico dei capi ideati dagli studenti, trasformando i progetti creativi in un vero racconto visivo capace di valorizzare sia le collezioni sia il messaggio sociale del progetto.

Animal Being: moda, adozioni e opportunità per 39 giovani designer

Tra i progetti presentati durante l’incontro al Senato, particolare attenzione è stata dedicata a “Animal Being – moda e adozioni dal canile”.

Il progetto ha coinvolto 39 giovani designer dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, studenti del Diploma accademico di primo livello in Fashion Design, con percorsi dedicati al design dell’abito, degli accessori e alla grafica della moda.

Gli studenti hanno studiato e lavorato nei Quartieri Spagnoli, negli spazi della Fondazione Foqus, realizzando un’esperienza formativa concreta prima ancora della conclusione del loro percorso accademico.

Grazie al progetto, i giovani hanno avuto l’opportunità di:

  • ideare una prima collezione di cappotti
  • realizzare concretamente un capo di moda
  • progettare e organizzare una sfilata davanti a oltre 520 persone
  • collaborare con rappresentanti del Teatro La Scala, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e con numerose testate giornalistiche
  • realizzare un catalogo professionale del progetto Animal Being
  • creare un portfolio completo della propria collezione.

Un’esperienza che ha permesso loro di presentarsi al mondo del lavoro con strumenti concreti, ambendo alle piazze della moda di Milano e Parigi, anziché restare intrappolati nelle difficoltà del mercato occupazionale.

Perché il cappotto?

La scelta del cappotto come capo centrale della collezione non è stata casuale: il cappotto richiama simbolicamente il concetto di adozione, perché rappresenta protezione, calore, sicurezza e accoglienza, proprio come una casa e una famiglia per un animale che ha conosciuto l’abbandono. La sfilata ha visto protagonisti cani che hanno vissuto la gioia ma anche la tristezza e il dolore dell’abbandono — alcuni dei quali addirittura nati in canile — e che hanno poi conosciuto la felicità dell’adozione. In passerella hanno sfilato adottanti e cani, educatori cinofili e cani, in una narrazione autentica e profondamente emotiva che ha trasformato la moda in uno strumento di sensibilizzazione sul valore dell’adozione e della responsabilità verso gli animali.

Il futuro del progetto

Il progetto Animal Being non si è fermato alla sfilata.

È stata infatti presentata una richiesta di patrocinio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di valorizzare il progetto durante la Giornata Nazionale del Made in Italy.

In autunno è inoltre previsto un evento dedicato alle speed interview tra i giovani designer e alcune delle principali aziende del settore moda, per favorire l’ingresso dei partecipanti nel mondo del lavoro.

Gentilezza come strumento di cambiamento sociale

L’evento al Senato ha rappresentato un momento importante di confronto su un valore spesso sottovalutato ma fondamentale per la costruzione della società del futuro.

Come ha ricordato Federica Faiella, la gentilezza non è un principio astratto, ma un metodo concreto per costruire responsabilità, emancipazione e opportunità, soprattutto per le nuove generazioni.

Ed è proprio attraverso progetti che uniscono tutela degli animali, inclusione sociale, formazione e lavoro che la Fondazione Cave Canem continua a promuovere un modello innovativo di prevenzione del disagio e di sviluppo sociale.

Il progetto Animal Being della Fondazione Cave Canem

Animal Being – moda e adozioni dal canile è un progetto ideato dalla Fondazione Cave Canem per unire creatività, inclusione sociale e tutela degli animali.

Coinvolgendo giovani designer dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, il progetto dimostra come la tutela degli animali possa diventare un motore di innovazione sociale, capace di creare opportunità di formazione, lavoro e crescita professionale per le nuove generazioni.

Attraverso il linguaggio universale della moda, Animal Being accende i riflettori sul tema delle adozioni responsabili dai canili, promuovendo allo stesso tempo percorsi concreti di emancipazione giovanile e inserimento nel mondo del lavoro.

👉 Il progetto continua a crescere e nei prossimi mesi vedrà nuove iniziative dedicate ai giovani designer, alle aziende del settore moda e alla valorizzazione del Made in Italy.

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