Dai combattimenti a una nuova vita: recuperare le vittime e contrastare il sistema
Anche grazie al sostegno dell’Unione Buddhista Italiana rafforza la capacità della Fondazione di intervenire a tutela degli animali sottratti ai circuiti criminali.
Ci sono animali per i quali il recupero assume un significato ancora più profondo.
Sono i cani sottratti a circuiti criminali e al fenomeno dei combattimenti clandestini: vittime che possono portare sul corpo e nel comportamento le conseguenze delle esperienze vissute.
Il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana attraverso i fondi Otto per Mille ha contribuito a consolidare, attraverso Nessuno Escluso, competenze e capacità operative che Fondazione Cave Canem ha potuto mettere a disposizione anche nella tutela degli animali coinvolti in procedimenti giudiziari.
In una delle operazioni nelle quali la Fondazione ha fornito supporto ai Carabinieri Forestali e all’Autorità giudiziaria – 4 adulti e 6 cuccioli – sono stati salvati e messi in sicurezza, sottraendoli a un circuito criminale riconducibile anche al fenomeno dei combattimenti clandestini.
La messa in sicurezza, tuttavia, rappresenta soltanto il primo passo.
Il modello che stiamo costruendo punta a unire custodia giudiziaria, assistenza, recupero comportamentale e tutela legale, affinché gli animali salvati non rimangano semplicemente “corpi del reato”, ma tornino a essere considerati individui con bisogni e possibilità di futuro.
È uno degli effetti di sistema che il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana ha contribuito a rendere possibile: rafforzare le competenze per tutelare le vittime e, contemporaneamente, contrastare i meccanismi che ne determinano lo sfruttamento.