Contro il business dei canili lager la qualità non può essere un optional
Quanto deve costare prendersi cura di un cane?
La risposta non può essere semplicemente: il meno possibile.
Quando la gestione dei canili viene valutata prevalentemente attraverso la riduzione dei costi, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio gli animali.
Il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana attraverso i fondi Otto per Mille ha consentito a Fondazione Cave Canem non soltanto di garantire le attività operative di Nessuno Escluso, ma anche di rafforzare un modello capace di trasformare l’esperienza maturata sul campo in azione tecnico-giuridica e istituzionale.
Tra gli obiettivi: contrastare il fenomeno dei cosiddetti “canili lager”, gli affidamenti al massimo ribasso privi di standard minimi e promuovere un modello di canile dinamico, orientato al benessere e all’uscita degli animali dalle strutture.
Un canile non può essere valutato soltanto per quanti animali riesce a custodire o per quanto poco costa mantenerli.
La vera domanda è: quali servizi riceve ogni animale e quali possibilità concrete ha di uscire da quella struttura?
Recupero comportamentale, assistenza veterinaria, personale competente e percorsi di adozione hanno un costo, ma rappresentano un investimento in benessere, legalità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Anche grazie alla collaborazione con l’Unione Buddhista Italiana, Nessuno Escluso contribuisce a portare questa domanda dal campo al confronto sulle politiche pubbliche.