Canili: dalla gestione emergenziale a un modello strutturato

 
La delibera ANAC apre una fase nuova nella gestione dei canili, per chi sarà capace di farne tesoro.

A quasi vent’anni dall’inizio del mio percorso – volontaria, campaigner, avvocato specializzato in tutela giuridica degli animali e oggi manager di un ente benefico – posso affermare che la gestione dei canili in Italia ha conosciuto esperienze virtuose, ma spesso isolate e non ancora sistemiche.

La recente delibera ANAC “DELIBERA N. 527 del 17 dicembre 2025 – Oggetto
Indicazioni alle amministrazioni per gli affidamenti del servizio di gestione dei canili” rappresenta un passaggio importante: la gestione dei canili non può essere improvvisazione, emergenza permanente o logica di ribasso. Deve essere programmazione, progettazione, qualità e responsabilità pubblica.

 

Il modello di canile dinamico della Fondazione Cave Canem

L’impianto culturale e operativo richiamato dalla delibera trova concreta applicazione in un modello che la Fondazione Cave Canem ha sviluppato e implementato sul campo da oltre sette anni.

È su questa visione che nel 2019 nasce Nessuno Escluso, oggi SOS Canili: un programma di efficientamento dei canili rifugio ispirato al modello di canile dinamico.

Un canile come porto sicuro e luogo di transito, non di permanenza a vita.
Un centro di interesse per la collettività.
Uno strumento a disposizione delle amministrazioni comunali per strutturare politiche di prevenzione e contrasto al randagismo e all’abbandono.

In sette anni di intervento sul campo, la Fondazione Cave Canem ha generato un impatto concreto: animali tratti in salvo, volontari formati, professionisti orientati nel proprio percorso lavorativo, giovani coinvolti in progetti di inclusione sociale capaci di trasformare fragilità in opportunità, processi e procedure, capacità di supportare le Amministrazioni Comunali dal punto di vista tecnico giuridico.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione è pienamente soddisfatto dell’impatto generato e profondamente grato a tutte le persone che hanno contribuito a questo percorso.

 

L’impegno del dog trainer manager Mirko Zuccari

Un ringraziamento speciale va a Mirko Zuccari dog trainer manager della Fondazione e coordinatore delle attività sul campo, che fin dall’inizio ha mostrato una visione chiara delle necessità operative, dei processi, delle procedure e dei servizi indispensabili per trasformare un canile in un modello organizzativo efficiente ed efficace. Anche nella gestione del budget ha sempre posto una priorità netta: prima la qualità del servizio garantito agli animali, poi l’eventuale marginalità.

La sostenibilità economica è legittima, anche nei canili privati convenzionati. Ma la marginalità deve essere conseguenza dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dei servizi erogati, non il presupposto della gestione.

Oggi si riscontra spesso una criticità strutturale: una frammentazione tra amministrazioni comunali convenzionate con lo stesso canile privato. Le risorse affluiscono da più enti, ma la loro gestione resta integralmente in capo al soggetto gestore, senza un piano di investimento verificabile e condiviso. Le risorse pubbliche possono tradursi in miglioramento strutturale e gestionale, ma possono anche ridursi a mero margine. In assenza di strumenti di supervisione e programmazione, la qualità non è garantita.

 

Cos’è un canile dinamico?

Perché un canile possa realmente definirsi dinamico, devono essere garantiti in modo strutturale tre servizi fondamentali:
– Recupero comportamentale, per trasformare la detenzione in percorso e favorire adozioni consapevoli;
– ⁠Assistenza veterinaria, anche specialistica, perché il benessere è qualità della vita;
– ⁠Assistenza legale, soprattutto per gli animali in condizioni giuridiche complesse (a disposizione dell’autorità giudiziaria o formalmente intestati a proprietari) affinché non restino intrappolati in una sospensione indefinita.

Questi servizi non sono accessori: sono infrastruttura.

La delibera ANAC apre una fase nuova. Offre un quadro che valorizza programmazione, progettazione e responsabilità. È un’occasione per superare le esperienze isolate e costruire finalmente sistema sul territorio nazionale.

 

Il nostro impegno prosegue

La Fondazione Cave Canem continuerà a operare come ente super partes, in Italia e in Europa, mantenendo indipendenza e vigilanza costante nell’interesse dei primi e diretti beneficiari della propria azione: gli animali costretti in una condizione di detenzione.

Torneremo ad approfondire gli effetti concreti che questo intervento potrà avere sul territorio nazionale e le opportunità che si aprono per le amministrazioni e per il sistema dei canili.

Perché un canile non è un deposito.
È un presidio di civiltà.

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