Cani salvati dai combattimenti: pubblicato il decreto che disciplina l’accesso ai fondi per la loro cura e accoglienza
Cani salvati dai combattimenti: pubblicato il decreto che disciplina l’accesso ai fondi per la loro cura e accoglienza
Un passo concreto per rafforzare la tutela dei cani vittime dei combattimenti e sostenere le organizzazioni del Terzo settore impegnate ogni giorno nel loro recupero. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il provvedimento che disciplina le modalità di accesso, utilizzo ed erogazione delle risorse destinate alla custodia e al recupero degli animali sequestrati o confiscati perché impiegati nei combattimenti e affidati a realtà specializzate del Terzo settore.
Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e rappresenta un passaggio atteso per rendere effettivo il sostegno economico alle strutture che si fanno carico dell’accoglienza, dell’assistenza veterinaria e dei percorsi di recupero comportamentale di animali vittime di una pratica crudele e illegale.
Soddisfazione è stata espressa da Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, promotrici del progetto Io non combatto, che hanno accolto favorevolmente la pubblicazione del decreto, frutto di un percorso di confronto con il Parlamento e il Ministero del Lavoro. Le due organizzazioni sottolineano come la copertura dei costi di custodia rappresenti uno strumento fondamentale per rendere più efficace l’attuazione dei sequestri e contribuire al contrasto dei combattimenti tra cani.
Nel comunicato trova spazio anche la dichiarazione della Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che evidenzia il valore del lavoro svolto quotidianamente da operatori, volontari ed enti del Terzo settore nella cura degli animali sottratti ai combattimenti. Bellucci sottolinea inoltre come il sostegno ai costi di custodia consenta di alleggerire il carico economico sostenuto finora dalle organizzazioni e di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e privato sociale.
Il decreto individua le spese ammissibili, che comprendono l’accoglienza e la gestione quotidiana degli animali, l’assistenza veterinaria, la progettazione dei percorsi riabilitativi e gli interventi degli educatori cinofili. Le domande di rimborso potranno essere presentate dopo la pubblicazione del bando ministeriale, attesa entro la fine dell’anno.