Fondazione CAVECANEM
Animali e neonati: come aiutarli a convivere serenamente

Animali e neonati: come aiutarli a convivere serenamente

L’arrivo di un bambino in casa è sempre un momento di profondo sconvolgimento per il cane, sia per l’accettazione del nuovo membro sia per le diverse dinamiche che si creano. È uno dei momenti più complessi da gestire per quanto riguarda i cani che vivono in famiglia: l’arrivo di un bambino può portare all’emergere di problemi comportamentali, dovuti all’arrivo di un nuovo elemento del branco, al minor tempo dedicato al cane, allo stress emotivo dei genitori (percepito dal cane). L’arrivo di un bambino sconvolge le abitudini del cane, che è un animale metodico che trova supporto nella sua ruotine – non è inusuale che gli orari dell’uscita del cane vengano adattati alle nuove esigenze del bambino, che diminuiscono le attenzioni che il cane riceve e i momenti dedicati al gioco, che si riduca il “carico di informazioni” che trasmettiamo al cane.

Non possiamo certamente insegnare la corretta interazione con il cane al neonato, né modificare i suoi comportamenti: dobbiamo quindi saper gestire al meglio le eventuali difficoltà che il cane potrà manifestare e intervenire prontamente. È necessario spiegare al cane la corretta interazione con il bambino – siccome non è possibile, in questa fase, spiegare al bambino la corretta interazione con il cane. In base alle sue caratteristiche, questo potrà avere reazioni diverse nei confronti del bambino:

  • se abbiamo per esempio un cane con una soglia dei nervi molto bassa, è probabile che subirà in maniera importante i pianti improvvisi – come nel caso del pastore belga analizzato durante la lezione. Questo cane non aveva mai mostrato problemi comportamentali – anche se ringhiava nei confronti degli estranei, a causa della bassa soglia dei nervi. L’arrivo in casa di un bambino che mangiava e dormiva poco ha portato i padroni a “trascurare” le necessità di comunicazione del cane e a dargli meno attenzioni. All’ennesimo pianto del bambino, il cane ha iniziato a ringhiare verso di lui. Il problema è stato risolto lavorando sull’interazione tra cane e bambino;
  • in presenza di un cane molto eccitabile, invece, il pianto improvviso potrebbe non portare nervosismo, ma uno scarico di diversa natura, una corsa sfrenata o un tentativo di raggiungere il motivo di tale rumore. Non necessariamente alla base dell’interazione c’è l’aggressività – il cane rivolge la propria attenzione alla fonte del rumore. Un comportamento eccessivamente irruento potrebbe comunque recare danno al bambino;
  • infine, un cane curioso avrà la tendenza a interagire molto più spesso con il neonato, tendenza dettata da questa sua caratteristica, ma anche un simile atteggiamento può comportare problematiche – un cane potrebbe toccare con la zampa il bambino o sollevarlo usando la bocca: si tratta di interazioni finalizzate all’acquisizione di informazioni da parte del cane, ma che potrebbe risultare dannose per il neonato.

Non esiste un modo migliore per inserire un neonato in un contesto dove è presente un cane: solo un’adeguata conoscenza del nostro cane ci permetterà di notare eventuali difficoltà che potrebbero emergere. I momenti di maggiore complessità possono essere rappresentati dalla notte, dai momenti del pasto, dai pianti improvvisi, oltre che, ovviamente, dall’arrivo in casa. Il cane non è abituato a questi suoni e odori – se il cane mostra tensione, durante la notte, quando il bambino piange è necessario impedirgli l’accesso alle zone in cui si trova il bambino quando dorme.

Già nel periodo della gravidanza potremo acquisire informazioni utili, poiché il cane ci mostrerà parzialmente il suo comportamento: non tutti i cani, infatti, vivono questo momento in maniera serena. Occorre infine considerare che anche atteggiamenti a prima vista positivi, come un cane che interviene per difendere la pancia, o successivamente il bambino nella culla o nel passeggino, rappresenta, in realtà, un cane che non ha ben compreso il proprio ruolo all’interno della nuova situazione familiare.

Articolo a cura di Mirko Zuccari – dog trainer manager Fondazione CAVE CANEM ONLUS 

 


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